Questa mattina, mentre pulivo il pollaio, i miei pensieri sono passati dal letame delle galline… al compost, al fertilizzante, ai rifiuti, al biodistretto e forse persino alla TARI 😅
Quindi Marco & Co. e tutti gli altri: ascoltatemi un attimo.
Siamo sinceri.
Quante persone che vivono davvero nel centro di San Vito hanno lo spazio per fare compost come si deve?
Ed è lì che il mio cervello ha iniziato a collegare i puntini.

L’organico diventa cibo per le galline.
Quello che le galline non mangiano diventa compost.
Il compost diventa fertilizzante.
Il fertilizzante aiuta le piccole aziende agricole a produrre cibo bio locale.
E il ciclo ricomincia.
Qui a Lamia Pellegrino lo facciamo già, nel nostro piccolo.
Ogni settimana alcune persone ci portano pane duro e scarti alimentari. L’unica cosa che evitiamo sono le ossa, soprattutto perché preferiremmo non invitare le volpi a cena 😅
Le galline mangiano una parte degli scarti.
Il resto va nell’area compost.
E poi c’è quello che io chiamo il “Poo d’Oro” delle galline 😄
Il letame può essere compostato oppure trasformato in fertilizzante liquido.
Qualcuno ha detto biodistretto?
Ora immaginate questa idea su una scala più grande.
Immaginate qualcuno con un asino e una carrozza che raccoglie gli scarti alimentari per le strade. Un po’ servizio pratico, un po’ attrazione turistica, un po’ economia circolare.
Parleremmo di:
🌿 meno rifiuti
🌿 più compost
🌿 sostegno alle piccole aziende agricole
🌿 possibili posti di lavoro locali
🌿 e magari, col tempo, anche costi più bassi per i rifiuti

Sto dicendo che sarebbe facile? Assolutamente no.
Ma potrebbe essere testato su piccola scala?
Onestamente… secondo me sì.
Stare fuori mi ha sempre portato ispirazione.
Ma questa…
…questa forse è davvero una bella idea, se posso dirlo io stessa 😁
2 risposte a “Compost & co. – dal pollaio alla TARI (e oltre)”
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Sarebbe bello Jetty
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Lo credo anch’io Salvatore 🙂
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