Come forse qualcuno si ricorderà, circa 11 settimane fa abbiamo iniziato a mettere nelle consegne delle uova una piccola carta chiamata “Uova della Gentilezza”.
L’idea nasceva da alcuni progetti olandesi che puntano a rendere le città più verdi, vive e belle partendo da piccoli gesti delle persone.
Poi, in questi giorni, mi è tornata in mente leggendo una parte del programma di Prossima dedicata al verde pubblico, agli alberi e agli spazi di quartiere.
Da lì il mio cervello ha iniziato di nuovo a collegare puntini.
I semi rimasti.
I rotoli di carta da cucina o della carta igienica.
Le scuole.
I bambini.
I quartieri.
E mi sono chiesta:
Perché non portare un piccolo pezzo di campagna dentro una classe? O magari dentro una scuola intera, se non fosse troppo grande?
Far seminare i girasoli ai bambini.
Lasciarne una parte a scuola e portarne una parte a casa da curare.
E magari, una volta cresciuti, mettere quei girasoli davanti alle case, vicino alle porte, sui balconi o lungo le strade.
Immaginate che effetto potrebbe fare vedere San Vito riempirsi piano piano di girasoli 🌻

Strade un po’ più vive.
Un po’ più colorate.
Un po’ più belle.
E da lì… chissà.
Magari tra qualche anno potremmo persino immaginare una sorta di sfida gentile tra quartieri: più fiori, più verde, più alberi, più angoli curati dalle persone stesse.
Non una gara perfetta.
Più una piccola rivoluzione fatta di vasi, semi, ombra e cura.
Forse non cambierebbe il mondo.
Ma forse aiuterebbe San Vito a diventare un posto un po’ più verde, vivo e condiviso 🌻
Altre riflessioni tra terra e comunità le trovate qui, se vi va di continuare a leggere 🌿


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